di Danilo De Marco

Vedo da lontano Anita Desai che mi sta già aspettando assieme a sua figlia Kiran, anche lei scrittrice. Subito dopo i saluti, l’incontro si impregna d’intensità, quell’intensità che solo alcune persone riescono a regalare così immediatamente. Si intuisce in lei una dolcezza unita a fermezza, quando serve. Porta un elegante sari di seta verde e una pettinatura a crocchia ben tirata. Siamo a Pordenone, durante la manifestazione di ‘Dedica’ che la vede protagonista.
Anita Desai, scrittrice indiana tra le più importanti, è nata a Mussoorie, piccola città proprio sotto i contrafforti dell’Himalaya, al tempo del Raj britannico, da padre bengalese e madre tedesca. Parla il tedesco, il bengalese, l’hindi, l’urdu e l’inglese, che è diventata la sua lingua di scrittura. Le accenno al mio viaggio in India e al mio incontro con Arundhati Roy e finiamo con il parlare della libertà. «La nozione indiana della vita, mi dice, è che noi non siamo in alcun modo in grado di modellare il nostro destino. Il destino ci è già dato. La famiglia in cui si nasce ha già un piano di vita e sarebbe illusorio volersene sottrarre. Lo sviluppo della propria personalità, la libertà in America, invece, diventa quasi imbarazzante…».
Rifletto su dove andare a fare qualche fotografia in pace, in un luogo tranquillo. Il chiostro di San Francesco mi sembra il luogo più adatto per il silenzio che vi regna, nonostante sia in pieno centro città. La vedo stagliarsi sul fondo bianco di affreschi in parte scomparsi. Lei mi guarda intensamente. Io attendo. Credo che non capisca questa mia attesa. Poi improvvisamente abbassa la testa. Mi sembra il momento giusto, denso di silenzi e storie vissute.

Tratto da “I tuoi occhi per vedermi”
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DANILO DE MARCO
I TUOI OCCHI PER VEDERMI
a cura di Arturo Carlo Quintavalle
Testi di
Danilo De Marco
Fulvio Dell’Agnese
Gian Paolo Gri
Arturo Carlo Quintavalle
FORUM 2018
Editrice Universitaria Udinese Srl
ISBN 978-88-3283-068-2