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Questo evento è passato.

Inaugurazione della mostra di fotografie di Danilo De Marco

Programma

Ouverture per faccioni
Danilo De Marco (testo)
Massimo Somaglino (voce)
Daniele D’Agaro (sax tenore)
Mirko Cisilino (tromba)
Grave
Antonella Lestani (Anpi)
Andante con moto
Jasmine Luminoso (Collettivo Korov’ev)
Vivacissimo
Angelo Floramo (voce)
Daniele D’Agaro (sax tenore)
Mirko Cisilino (tromba)
segue
musica a discrezione …ma non troppo

R-esistete “…qui resistere significa esistere”
Qui, dove?
Resistere a chi e a che cosa?
E chi dà nome a ciò che le persone scelgono di essere, quando rifiutano il conformismo e lo stato di fatto (partigiani o banditi, resistenti o terroristi, patrioti o criminali)? Chi definisce, dove sta il confine, chi lo fissa e difende, come muta?
Che struttura di memoria, che ‘monumento alla resistenza’ (sia pure effimero e fatto solo di immagini, come questo) costruire oggi? Ho scelto un ‘monumento’ che faccia discutere, senza timore per una memoria selettiva; una costruzione che richiami la necessità rinnovata di una scelta di campo non effimera.
Salvaguardare una memoria capace di distinzioni; preservare il carattere fondativo della Resistenza, per la storia e la democrazia italiana ed europea. Contro l’immagine di una equivalenza indistinta di fascismo e antifascismo. Contro una memoria commemorativa che resti cronaca e sottovaluti le contraddizioni di allora e le rimozioni del dopo e dell’oggi.
Non isolare l’episodio storico che si chiuse oltre settant’anni fa; inserirlo invece nel quadro più ampio fondato su quel principio di resistenza che donne e uomini di ogni tempo e in ogni dove, hanno avuto e hanno, la forza di reinventare e alimentare, in mille contesti, contro la sopraffazione, l’ingiustizia, la rapina della libertà e della dignità, e drammaticamente nell’attuale, banale smemoratezza.
Mi domando se sia possibile che la memoria possa scorrere anche in un sistema di piani-sequenza di fermo-immagine di una singola fotografia. Faccia in ebraico, lingua della rivelazione, è plurale. Ogni volto è multiplo. Queste facce si possono tradurre in altrettanti capitoli narrativi cercando di raccogliere la storia latente, tutto quello che gli esseri umani provano, senza sapere che i loro dolori, il loro lavoro e il loro riposo sono storia. Ma la memoria sembra scivolare, scappare da quegli occhi sui piani del volto che via via si sfuocano, e lo spazio, quello spazio della vita per cui avevano combattuto, incerto, irresoluto. Volti che ci guardano e ricordano a noi non solo la nostra propria vecchiaia ma, con quella e attraverso quella, la fine di un grande mito rivoluzionario, forse di una speranza non ancora svanita. Quella di una Resistenza incompiuta.

INFO

La mostra rimane aperta del 19 al 27 aprile
orari apertura
Sabato 20 — 10.30→13 / 16.30→20
Martedì 23 — 10.30→13 / 16.30→20
Mercoledì 24 – 10.30→13 / 16.30→21.30
Giovedì 25 — 10→13
Venerdì 26 — 16.30→20
Sabato 27 — 16.30→20

Organizzano

ANPI

ARCIMISSKAPPA

ARCI UDINE PORDENONE

ASSOCIAZION CULTURÂL COLONOS

CENTRO BALDUCCI

CeVI

CIRCOLO CULTURALE
MENOCCHIO

COLLETTIVO KOROV’EV

COORDINAMENTO 25 APRILE

DAMATRÀ

FONDAZIONE ZANOLIN

FORUM

HYBRIDA

ISTITUTO FRIULANO PER LA STORIA
DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE

LIBERA UDINE

OIKOS

OSPITI IN ARRIVO