di Danilo De Marco

Saverio mi attende a casa sua, a Trastevere. La sera prima eravamo andati a cena lì accanto, sul lungotevere Gianicolense, assieme a Gloria e a un componente del gruppo degli Inti Illimani. Chiacchieriamo un po’, mi serve per prendere tempo e guardarmi in giro. È sempre difficile capire da dove iniziare con la fotografia, anche se Saverio non è proprio uno sconosciuto per me.
Mi mostra i suoi libri su Cuba, le opere della sua compagna Gloria Argelés, che lavora il filo di ferro. Poi si siede, affaticato per i problemi al cuore, su una sedia di vimini con dietro dei libri. Quello che mi attira, però, è un vecchio manichino in legno, in penombra, e la luce che entra lateralmente di tre quarti da una finestra, illuminando a pieno il volto di Saverio. La luce
è giusta. Cerco la foto.
Nel 1943 Tutino è partigiano, commissario politico, con il nome di ‘Nerio’. Con la Liberazione entra tra i redattori de «Il Politecnico» di Elio Vittorini. Poi passa a «Vie Nuove» e a «L’Unità», dov’è inviato in Cina e successivamente corrispondente da Cuba, dal 1964 al 1968. Da L’Avana Saverio fa conoscere all’Italia la Rivoluzione dei Barbudos. È iscritto al PCI dal 1944. L’esperienza cubana lascia un segno indelebile nella vita di Saverio, anche con il parziale ripensamento avuto nel 1994, in un’intervista al «Corriere della Sera». «Sì, lo ammetto. Io sono stato forse il maggior responsabile della creazione del mito cubano in Italia, il mito di una società giusta ed egualitaria». Saverio, come scrive nella sua autobiografia, è stato un comunista inquieto, libero da discipline di partito e di corrente.
Nel 1984, a Pieve Santo Stefano (Arezzo), Tutino fonda l’Archivio Diaristico Nazionale. Lui stesso ha sempre tenuto un diario che gli permette, secondo le sue stesse parole, una sorta di autoterapia con cui tenere a bada la sua indole ma anche una tendenza innata alla depressione.
Nel 1998, assieme a Duccio Demetrio, è fondatore della Libera Università dell’Autobiografia.

Tratto da “I tuoi occhi per vedermi”
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DANILO DE MARCO
I TUOI OCCHI PER VEDERMI
a cura di Arturo Carlo Quintavalle
Testi di
Danilo De Marco
Fulvio Dell’Agnese
Gian Paolo Gri
Arturo Carlo Quintavalle
FORUM 2018
Editrice Universitaria Udinese Srl
ISBN 978-88-3283-068-2